Per continuare a
dare voce ai bisogni sociali e alla difesa dei beni comuni sul
territorio, Insu^Tv vuole aprire un confronto, con tutti i soggetti
interessati, per la creazione di un canale televisivo a bassa soglia di
accessibilità, comunitario e no-profit, nell'emittenza del digitale
terrestre campano.
confronto pubblico
verso la costruzione dal basso di un canale comunitario
e no-profit sul digitale terrestre in Campania
sabato 6 marzo 2010 ore 16:00
Sala Gemito, Galleria Principe di Napoli
con il contributo di:
Nicola Angrisano insu^tv
Romolo Sticchi RAI3
Manolo Luppichini media activist
Mario Albanesi presidente CONNA
Maurizio Torti popolare tv milano
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I processi di riappropriazione di bisogni e diritti sociali, così come
la difesa dei beni comuni, sono sempre più minacciati nella
conservazione di uno spazio pubblico nel quale sviluppare ed esprimere
forme di democrazia partecipata. Contemporaneamente, la crisi della
democrazia rappresentativa e il monopolio della comunicazione
mainstream, nonché dei meccanismi di aggregazione del consenso e
culturali in genere, va affrontata anche sul fronte della produzione di
informazione indipendente e della rivendicazione di un ruolo attivo nei
flussi massmediatici.
Grazie alle nuove piattaforme tecnologiche, oggi è possibile sviluppare
forme di comunicazione dal basso per produrre e diffondere contenuti in
maniera diretta e indipendente; tuttavia, se da un lato Make your Media
ha consentito di realizzare potenzialità espressive un tempo
inimmaginabili, dallaltro ha finito per essere quasi interamente
assorbito da un certo numero di piattaforme egemoni, quali Youtube o
facebook, consegnando così questo incalcolabile patrimonio di
conoscenza e relazioni nelle mani di grandi holding commerciali.
InsuTv è un'esperienza di comunicazione dal basso nata a Napoli nel
2003, per rappresentare una voce alternativa nella narrazione del
nostro territorio, nella difesa di diritti in materia di salute,
ambiente, lavoro e saperi, nella lotta al razzismo e alla
discriminazione.
La scelta della trasmissione televisiva consentiva un accesso a bassa
soglia, in una città dove il digital divide rappresenta ancora un serio
limite alla fruizione della comunicazione. L'integrazione con il lavoro
territoriale e con altre piattaforme tecnologiche cercava di rimediare
al carattere monodirezionale del mezzo televisivo.
Una navigazione a vista, pirata e no-profit, che non è stata avara di
difficoltà. Tuttavia una serie di compagni di strada e di esperienze,
dal tg migranti a domenicaut, dalla video-narrazione dellOnda
studentesca al Tempo delle arance sul pogrom razzista di Rosarno, ci
hanno confermato il senso di questa scommessa.
Grazie al lavoro di inchiesta e video-narrazione, abbiamo conosciuto e
condiviso percorsi di molte realtà territoriali impegnate nella
comunicazione indipendente. In particolare, l'auto-produzione del
documentario Una Montagna di Balle, sulla cosiddetta emergenza rifiuti
campana, ci ha mostrato tutte le potenzialità del processo di
produzione collettiva e dal basso di contenuti, poiché in ogni sua fase
si è cercato di interpretare il bisogno dei tanti comitati e cittadini
di condividere e diffondere una narrazione alternativa di quella che è
stata la lotta contro la devastazione ambientale e lesproprio di
democrazia perpetrato per anni in Campania.
Nello scorso autunno, il passaggio in Campania al digitale terrestre, a
fronte della moltiplicazione dei canali televisivi disponibili, si
presenta come una replica degli stessi processi della trasmissione
analogica, confermando gli oligopoli di sempre, anche sul piano locale.
Chi prima aveva un canale, oggi se ne ritrova almeno quattro, senza per
questo ampliare l'offerta contenutistica in palinsesto, né il bacino di
utenza. Alla luce di questo, continuare la nostra esperienza pirata ci
sembra oggi marginale, poiché in gioco vi è laccesso libero e condiviso
alla piattaforma digitale.
Nel tentativo di continuare a rispondere alla domanda contenutistica
fondata sulla libertà di espressione e di dare voce alle fasce sociali
meno ascoltate se non messe a tacere dal media mainstream, ci sembra
giunto il momento di avviare un confronto volto alla realizzazione di
un canale civico e comunitario regionale, un progetto di broadcasting
sostenibile, in grado di diffondere contenuti a bassa soglia di
accessibilità e valorizzare le potenzialità espresse dallo scenario
video-comunicativo locale.
Naturalmente, costruire dal basso un canale comunitario e no-profit è
un percorso complesso sul piano dellautofinanziamento, su quello
editoriale, contenutistico e sociale, nonché nel coinvolgimento delle
comunità territoriali.
Una prospettiva rispetto alla quale non abbiamo nessuna presunzione di
autosufficenza. Siamo tuttavia certi di poter contribuire in maniera
fattiva e di poter stimolare un dibattito costruttivo con tutti gli
interlocutori interessati ad un progetto di comunicazione slegato da
qualsiasi meccanismo propagandistico e di potere.
Invitiamo perciò tutti coloro che in qualsiasi modo sentono di poter
essere protagonisti attivi della loro narrazione, comitati civici,
movimenti, associazioni, operatori dellinformazione, piccoli editori e
singoli cittadini, a prendere parte ad un confronto pubblico su questi
temi sabato 6 marzo dalle ore 16.00 alle ore 20.00 presso la Sala
Gemito di Napoli.
il convegno è promosso da:
insu^tv
per informazioni
email: info@insutv.it
mobile: +39 334 8743677