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Vorrei parlarvi di vergogna

Vorrei parlarvi di vergogna. Ma è troppo facile parlare di vergogna pensando alla moglie di Umberto Bossi, Manuela Marrone, che percepisce (come tanti altri) una pensione da quando ha 39 anni e la cui scuola privata è lautamente finanziata dai soldi pubblici, ma che continua a inveire contro Roma ladrona, quando è ormai evidente che la “sua” rutilante Padania abbia dato l’assalto alla diligenza. Ed è ancora più facile parlare di vergogna accennado all’ignobile rissa in Parlamento tra Claudio Barbato (Fli) e Fabio Rainieri (Lega), in cui entrambi facevano da paladini (o leccapiedi?) di chi non andrebbe difeso.

Così vi parlerò di vergogna segnalandovi due libri. Fra l’altro, alla presentazione di uno dei due romanzi, Happy Italy (Perrone editore), Ilaria Rossetti, l’autrice, ha giustamente detto, quando le è stato chiesto perché i giovani italiani siano così poco indignati (in più i pochi che si indignano vengono sopraffatti sui media da qualche centinaio di idioti armati di pietre e bastoni, manco fossero un branco di Australopithecus): «Perché non si informano». Vero. Informarsi è il primo passo.

Per esempio, Ilaria nel suo rapido romanzo ha affrontato il tema di Bancopoli e la scorretta scalata di Giampiero Fiorani all’Antonveneta, con tutti i guai che ne sono derivati. Alzi la mano chi si ricorda di questo scandalo. Dobbiamo seguire troppi scandali? Può essere. Ma alzi la mano allora chi sta seguendo, oggi, la vergognosa vicenda del Credito Cooperativo Fiorentino e del suo presidente, Denis Verdini, che avrebbe aperto, secondo il Nucleo di investigazione finanziaria, ben 60 crediti a suo favore erogati dalla sua banca. Accuse da provare? Certo. Ma c’è già abbastanza per indignarsi. E invece... Probabile che a indignarsi ogni giorno ci si faccia il sangue amaro. Ma ahimé va fatto. E non tirando poi pietre (perché della violenza sì che bisogna poi vergognarsi). Ma impedendo a questi signori di nuocere ancora. Poiché non corrono di loro spontanea volontà a nascondersi dalla vergogna, va impedito loro di ricoprire incarichi importanti. I modi pacifici, civili e democratici sono innumerevoli. A volte basterebbe circondare Montecitorio con un cordone di clown per bloccare certi provvedimenti insensati (per esempio i condoni: scommettiamo che ne varano altri?). In genere basterebbe usare la testa quando si vota (una volta rirpristinate la preferenze). Perché poi a pagare le allegre trovate di questi signori, Fiorani in testa, sono i piccoli risparmiatori. Che magari hanno risparmiato non pagando le tasse, che magari hanno davvero creduto che le monete d’oro crescessero sugli alberi, che magari hanno votato sempre in modo distratto... ma che alla fine devono mettere insieme il pranzo con la cena. E vederli piangere, o addirittura suicidarsi, fa male. Ilaria Rossetti mi raccontava del suo stupore nell’osservare migliaia di ragazzi che accorrevano per sbirciare Fabrizio Corona in discoteca, all’epoca dei processi per estorsione. Non capivano nulla, non si informavano, non volevano capire: inutile girarci intorno. Però non possiamo voltare la testa. Non solo perché certe forse di stupidità collettiva sono contagiose. Ma perché poi pesano sia nell’urna, sia sulla mancanza di vergogna di chi si sente ormai autorizzato a qualsiasi porcheria. Le bugie del premier si potevano fermare ben prima della “nipote di Mubarak”: bastava sommergerlo subito di fischi.

Prevenire aiuterebbe anche a limitare i danni, spesso catastrofici. E da qui il suggerimento del secondo libro: il bellissimo Tu non sei come le altre madri, di Angelika Schrobsdorff (edizioni e/o). In sostanza è la storia di un’incoscienza: quella di una ricca e colta donna ebrea che, incurante di quello che sta accadendo in Germania, viene trascinata nel baratro con i suoi figli. Le “distrazioni” si pagano care. E poiché appunto è ben difficile che tiranni, truffatori e malandrini si vergognino delle loro azioni e tornino sui loro passi, sarà bene da oggi in poi informarsi tutti un po’ di più, distrarsi meno. Indignarsi in modo più concreto.

Ultima modifica il Mercoledì, 16 Novembre 2011 19:26

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